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Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”

 

L’articolo parla di diversità e di uguaglianza, basandosi sulla convinzione che ci possano essere diversità fra uguali e uguaglianza fra diversi.

Esistono diversità fra gli uomini, non differenze.

Tra le parole diversità e differenza, infatti, c’è contrapposizione, mentre tra le parole diversità e uguaglianza c’è unione. Che vuol dire ciò?

Vuol dire che TUTTI gli esseri umani nascono uguali, in quanto TUTTI sono uomini. E TUTTI sono uguali, cioè sono uomini, al di là delle differenze di religione, etnia, sesso, idee, ecc… SIAMO UGUALI IN QUANTO UOMINI, in quanto genere umano. Dunque la razza umana è una sola.

Qual è la sfida dunque?

La sfida è NON trovare dei valori condivisi, ma la convivenza tra valori diversi.

La diversità ci rende uguali.

Non ci sono differenze tra esseri umani diversi.

In particolare, la nostra Costituzione dice che tutti siamo uguali di fronte alla Legge e che la legge deve tutelare l’uomo, garantendogli il diritto di vivere dignitosamente.

 

Compito di realtà:

Rifletti sull’art. 3 della Costituzione e sulle parole sopra trascritte, elabora e trascrivi un tuo pensiero, un tuo punto di vista a riguardo. Immagina, quindi, di essere stato commissionato dal MINISTERO per realizzare uno spot di massimo 3 minuti che divulghi il contenuto dell’art.3 presso il grande pubblico, cercando di rendere attraverso le immagini ciò che tu pensi a parole.